Master of None è approdata in Italia sul catalogo Netflix senza cerimonie, nel silenzio e nella tranquillità dovuta ad Aziz Ansari, nome poco conosciuto in Italia, fatta eccezione per gli amanti di Parks & Recreation.
Eppure la serie è meravigliosa, potresti guardare le dieci puntate di fila senza sosta. Sia chiaro: difetti ce ne sono (e anche tanti), ma per una volta non sono importanti.
Ma, effettivamente, di cosa parla la serie?
Leggi il nostro resoconto della prima puntata su Puntatona.

Master of None parla della vita, in modo semplice. Una vita qualsiasi, quella di Dev Shah, un ragazzo indiano di una trentina d’anni residente a New York che, come molti trentenni, cerca di trovare un equilibrio tra la vita sentimentale, l’ambizione, le amicizie, la famiglia e quella che, forse, potrebbe essere la sua famiglia.
E’ una comedy, certo, ma di quelle atipiche, riflessive, senza una trama orizzontale (se non nelle ultime puntate).
Fa ridere, quindi, ma si tratta di risate a denti stretti, velate da una critica sociale mai eccessiva, sempre presente, e molto ironica.

Master of None serie 1

Nonostante la serie si svolga in un ambiente ben definito, New York è solo lo sfondo per raccontare le sue storie, le sue avventure, le sue vicissitudini, i suoi sentimenti e i suoi problemi esistenziali.
Insomma, la sua vita.
Ecco di cosa parla Master of None.
E su questo la serie ha uno sguardo estremamente contemporaneo, attuale, ma affrontato con morbidezza.
Attraverso un dialogo collettivo riesce a trasmettere la profondità ai grandi temi della vita di oggi. Ed è affascinante come riesca ad essere ambizioso, divertente, leggero e al tempo stesso intensamente personale. Ansari costringe lo spettatore a guardare con i suoi occhi e a provare i suoi sentimenti.
Detto questo poi, ci sono i difetti.
Ma se detiene su Rotten Tomatoes un incredibile 100% di gradimento, classificandosi come la serie Netflix più amata dal 2013 a oggi, in fin dei conti vuol dire che non sono l’unico a pensare “chissenefrega dei difetti“.

Marco Visco

A proposito dell'autore

Sono nato a Roma nell'anno dei mondiali, quelli dell'82 e Paolo Rossi era un ragazzo come noi. Tra cartoni animati, vecchie serie tv e saghe di acchiappafantasmi e di ritorni al futuro sono cresciuto e mi sono laureato in Scienze delle Comunicazioni. Dopo aver imparato la "professione" tra redazioni, servizi e articoli ho avuto il privilegio di dirigere la testata giornalistica cinematografica Cinemamente.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata