La stagione 3 inizia, finalmente, dopo una lunga attesa. Tutto è come lo avevamo lasciato: Jimmy e Chuck sono ai ferri corti. Soprattutto per il misfatto di mesa verde.
Mentre Jimmy toglie i fogli di alluminio dalle pareti, scopre un vecchio libro di favole, che Chuck gli leggeva quando era piccolo.
Jimmy si lascia andare a un momento di nostalgia e pensa a quando era piccolo, quando il fratello Chuck gli voleva, ancora, bene.

Chuck informa Hamlin della sua cassetta, di come abbia registrato la confessione di Jimmy. Però, Hamlin, lo informa che la cassetta non ha valore probatorio: ma Chuck ha un piano in testa, conosce suo fratello meglio di chiunque altro, e questo ci fa capire che deve avere un piano ben preciso in testa.

Un fatto importante avveine a casa di Chuck e ha per protagonista Ernesto: suo malgrado l’aiutante di Chuck, verrà a conoscenza della cassetta e del suo torbido contenuto.

Mike scopre di essere seguito. Non si rende conto come sia possibile, fino al lampo di genio: un dispositivo per il controllo della posizione è stato inserito nel tappo della benzina della sua automobile. Decide cosi di escogitare un piano sopraffino per capire chi lo stia seguendo: ottiene da Caldera un dispositivo identico, sostituisce quello nel tappo della benzina con quello ottenuto da Caldera, e poi fa scaricare le batterie dell’originale.
A questo punto non gli resta che attendere.

Alla fine, verso notte fonda, si presenteranno, dei loschi figure che inizieranno ad armeggiare con il tappo della sua auto.

Ci lascia sempre di buon umore Better Call Saul.
E cercando di identificarne il motivo, siamo molto convinti che il successo sia maggiormente dovuto a Bob Odenkirk. La sua mimica facciale ha qualcosa di davvero unico, è davvero in grado di esprimere ogni tipo di sentimento: dalla gioia alla rabbia più feroce.
Matteo Bartolini