La notizia di una trattativa tra Regno Unito e pirateria è giunta inevitabilmente alle orecchie di Billy, che non ci pensa due volte a sfruttarla come occasione di rivalsa nei confronti sia dell’impero britannico, sia di Flint, una risorsa importante per la causa, ma non necessaria e candidata all’eliminazione quando i giochi saranno terminati. Un piano che non va assolutamente a genio all’amico Silver, il quale è legato in maniera complicata all’ex tenente e non ha nessuna intenzione di abbandonarlo dopo tutto quello che hanno passato insieme.

Differenze di opinioni in passato ci sono state, ma il rispetto è salito così a dismisura da farli coesistere, a farli diventare quasi un’unica mente in grado di tenere in piedi un gruppo di uomini desiderosi di riavere la libertà perduta dalla tirannia inglese.

Allo stesso tempo l’ex marinaio è restio ad uccidere Billy sebbene sia il responsabile dell’ostilità degli schiavi verso anche coloro che si oppongono alla corona. Una decisione difficile da prendere per il re pirata, soprattutto perché devono essere escluse le simpatie per dare la priorità ad un futuro luminoso. Dubbi sciolti esattamente come un padre quando sgrida severamente il figlio da Hands, l’identica copia di una persona adatta più all’uso della forza piuttosto che a spremere le meningi.

Intanto, nell’altro insediamento, Eleanor si appresta a riferire al marito le novità in quel di Nassau ottenendo una risposta negativa per una questione di principio talmente grande che persino una potente nazione rivale merita di essere convocata all’appello. Difatti la paura di Rogers è non soltanto fallire la missione, ma anche vedere la pirateria espandersi al di fuori dell’isola mettendo in serio pericolo la faticosissima opera di civilizzazione. E se la stessa gente ha questioni più urgenti da sbrigare, nemmeno due re in guerra possono impedirgli di stringere un’alleanza molto conveniente per il Governatore spagnolo poiché riavrebbe indietro ciò che gli spetta ed un territorio che nemmeno era in agenda. Un reset di Nassau con l’eccezione di portare in salvo la moglie che cancellerebbe ogni debito, ma di cui egli dovrà rispondere a Sua Maestà dato che sarà pur servita a spazzare via i ribelli, però avrà cambiato bandiera e si tratta di uno scomodissimo proprietario.

Le fasi cruciali di questa puntata sono prevedibilmente nell’ultimo quarto d’ora con l’arrivo di un’enorme flotta navale composta da due nazioni provvisoriamente l’uno al fianco dell’altro per un interesse comune ed un accordo nella terraferma da rispettare o meno in mano ad un uomo senza una gamba, riuscito a farsi amare dalla gente perché ha vissuto con loro nel bene e nel male, si è battuto per loro e ha voluto come loro una vita migliore per raggiungere il traguardo della pace.
Bastano, quindi, delle parole, indipendentemente dalla veridicità, a risolvere questa spinosa storia e l’opzione non va a vantaggio né di Billy, né di Flint, che supera in breve tempo lo stupore dopo aver appreso delle ambiziosi intenzioni della nemesi.

Il lavoro di caratterizzazione di “Long” John Silver è stato il tema principale della midseason perché ha rafforzato il concetto di ambiguità di un personaggio notevolmente cresciuto dopo le recenti esperienze rendendolo imprevedibile senza però collocarlo nella categoria dei villain.
La terza imprevista possibilità è una responsabilità che, sulla carta, avrebbe soltanto l’effetto di creare caos favorendo i soldati, ma la protezione dell’oro rappresenta quel jolly per cui valga la pena di lottare fino in fondo dato che se risulti vincitore, non dovrai preoccuparti di come guadagnarti da vivere per un grande lasso di tempo.
Un’incertezza che verrà presto sciolta perché siamo ormai in procinto di tagliare il traguardo e verificare in che modo alcuni protagonisti sopravvivranno ai propositi di Rogers.

Giovanni Calogero