Sebbene abbia dieci anni in più del personaggio di Dev (Aziz Ansari), mi sono cimentato anche io con le applicazioni da cellulari per conoscere nuove persone. Spesso non siamo andati oltre una breve chat, in altri casi ci siamo visti solo una sera, in altri casi siamo arrivati a diventare amici.
Ebbene, questa puntata inizia in modo dissacrante: una serie di donne che usano una applicazione per incontri vengono inquadrate nel momento della scelta.
Quella che lo fa stando sul water, quella che lo fa per lo scherzo di una amica, quella che lo fa durante un funerale nel totale disinteresse per quello che le accade attorno.
E non ho difficoltà a pensare che sia veramente così che, spesso, si sceglie di uscire con una persona che si è solo vista. Con la differenza che, di persona, c’è comunque da superare la paura iniziale di essere rifiutati, mentre con una app, si vive solo un lungo silenzio.
Come quando si presenta il Cv ad una azienda italiana, ma con più speranza.

In questa puntata di Master of None, vediamo le avventure di Dev con questo tipo di appuntamenti che iniziano con un montaggio serrato di decine di primi incontri che vanno a scemare mano a mano in un numero minore di secondi incontri e pochissime conclusioni di serata.
Per come è strutturato l’episodio, potrebbe essere un blog personale di delusioni: c’è quella fidanzata che cerca solo amicizia, c’è quella ossessiva, quella disarmante, quella folle eccetera eccetera.

Scattante, sintetico, immediato, folle, ci ritroviamo all’unico incontro decente: quello con una ragazza indiana di nome Prya.

Punteggio Puntatona: 8.5

Edoardo Montanari