Finalmente riusciamo a vedere Dev (Aziz Ansari) che presenta il suo show: Clash of the Cupcakes; colorato e luminoso come ogni cooking show di oggi, e il backstage fatto di imprevisti e piccoli scontri.
La comparsa di Brian (Kelvin Yu) e Arnold Baumheiser (Eric Wareheim) riescono a rallegrare anche il dietro le quinte e la prima parte dell’episodio che, da qui in avanti proseguirà sempre con meno ironia ma con un aumento del tocco poetico.

Dev, infatti, incontra Prya, la ragazza che aveva conosciuto con l’applicazione, e che sembrava essere una donna interessante e una relazione promettente. Ma Prya, non sembra essere molto in vena di parlare, e a nulla valgono i tentativi di Dev e i consigli di Arnold per una serata perfetta.

Sconsolato, Dev si incontra con Francesca (Alessandra Mastronardi) che è a New York con il fidanzato Pino (Riccardo Scamarcio) a sua volta impegnato per affari e che non vedremo mai in carne ed ossa. L’incontro tra i due è piacevole, e Dev decide di invitare Francesca a quello che è il punto cardine di tutto l’episodio: Il Dinner Party di Chef Pastore (Bobby Cannavale) produttore di Clash of the Cupacakes.

Alla cena c’è anche un personaggio secondario della serie Ravi (Ravi Patel), attore nella serie oltre che nella vita reale, ed amico di Dev e che abbiamo visto spesso nella prima stagione. Sempre al Party, con un cameo breve, ma significativo dal punto di vista della narrazione, è presente anche John Legend, pianista, cantante e compositore statunitense.

Tutto questo quinto episodio è una discesa dal punto di vista comico, i dialoghi sono brillanti, intendiamoci, ma non siamo di fronte a risate grasse e piene, quanto a una continua sensazione di assenza, di silenzio che blocca l’anima, di incomunicabilità e di ricerca di una affinità elettiva. Ed è qui che l’episodio raggiunge il suo culmine, nel saluto tra Dev e Francesca, nella sorpresa di un messaggio a fine serata, nel dolce dolore dell’assenza di una persona per cui si prova qualcosa.
Non legati dal tempo ortodosso della puntata, ci si spinge oltre, verso l’impossibile televisivo: una scena finale registicamente semplice, ma che trasuda poesia e dolce malinconia.
Notevole. Notevole. Notevole.

Punteggio Puntatona: 9 per il finale

Edoardo Montanari