Javier è nella tana del nemico, non di quello principale, bensì dei suoi ex soci accompagnati da spietati combattenti nazionalisti, bravissimi nella strategia da impiegare a ogni assalto, meno invece per quanto riguarda la discrezione.

L’imbarazzo e il disprezzo sono i primi sentimenti che egli prova e che gli rimarranno impressi nell’animo, ma il desiderio di smettere di giocare al gatto col topo con Pablo è ai massimi livelli ed è disposto a scendere a patti anche con gente anche senza scrupoli pur di riuscire a mandarlo all’inferno con un biglietto di sola andata.

L’alleanza dà subito grandi frutti sebbene non ci sia una grossa differenza rispetto ai metodi del colonnello Carrillo e nonostante la cattura di uno dei più fedeli collaboratori del nemico comune, la Colombia diventa la terra di nessuno.

Narcos 2x05

Il sangue scorre inesorabilmente davanti agli occhi di innocenti cittadini costretti ad assistere impotenti alle terribili e costanti sparatorie e pregare di non andarci involontariamente di mezzo.

I ribelli del cartello di Medellín si muovono colpendo ogni punto vitale del potere di Pablo che necessita assolutamente di denaro per resistere alle pressioni del governo.

Questi attacchi, tuttavia, lo stanno indebolendo passo dopo passo e l’ex candidato alla carica politica più prestigiosa del paese non si scompone soprattutto se ha accanto a sé una famiglia estesa e un parente prossimi a consumare una sostanziosa cena.

Egli preferisce godersi la serata in tutta serenità prima di ordinare l’ennesimo trasferimento in un luogo più sicuro. La moglie Tata (Paulina Gaitan) cambia atteggiamento rispetto alle scorse volte preferendo rimanere con i nervi tesi dato che il panico difficilmente risolverebbe i problemi anzi, spaventerebbe un fratello già molto apprensivo e gli amati figli.

Mentre Javier è impegnato in solitaria a scendere a pericolosi patti per i quali in futuro sarà chiamato a fare i conti, Steve gode di un giorno di libertà e di relax con la dolce metà che gli fa dimenticare le ultime esperienze da incubo.

Narcos 2x05 I nemici del mio nemico

Gaviria, invece, è alla disperata ricerca del successore di Carrillo ed è facile intuire che rappresenta il classico ago nel pagliaio a causa dell’intenso lavoro ai becchini che Pablo ha “gentilmente” concesso ogni volta che qualcuno ha avuto l’infelice idea di contrastarlo.

Superate le selezioni, viene individuato il profilo giusto, ma i dubbi permangono riguardo i metodi old school utilizzati dal colonnello Hugo Martinez (Juan Pablo Shuk) che comunque sia, a prescindere dalle critiche, gli hanno permesso di avere un curriculum invidiabile.

E di fronte a innumerevoli fallimenti, la ricerca di un modus operandi resta l’unica soluzione a cui aggrapparsi, l’unica speranza per ripartire dalle conoscenze di base e l’esperienza dimostra che dando il massimo impegno come se fosse sempre l’ultima spiaggia si otterranno prima o poi grandissime soddisfazioni.

La città, quindi, si è trasformata in un vero e proprio far west dove da una parte abbiamo le forze dell’ordine impegnate a presidiare le zone più sospette con ampie possibilità di pescare i malviventi e dall’altra il caos per le strade con la lotta all’ultima pallottola tra bande rivali determinate a succedere ad un impero di Pablo Escobar in costante declino.

Los Pepes è l’ultimo nome di una gang che Javier ha contribuito a far nascere per la voglia di spazzare via un cancro che ha respinto energeticamente ogni antidoto disponibile. Una carta della disperazione che probabilmente anche il collega avrebbe giocato ben consapevole di dover farne uso limitatamente e bandirla poi definitivamente. Sfortunatamente questa operazione è nella maggior parte dei casi più facile a dirsi che a farsi.
Giovanni Calogero