L’ultimo atto terroristico di Pablo nel centro di Bogotá è stato il più grave errore commesso nella sua carriera criminale perché non ha fatto altro che accumulare l’odio comune e l’indignazione persino da coloro che l’hanno tanto stimato affibbiandogli il nome di Robin Hood paisa.

Il Robin Hood paisa si è trasformato, invece, in cancro da sconfiggere ad ogni costo e persino gli alleati più stretti cominciano a sentire il peso della pressione e del rimorso, in primis Helson Hernández (Julián Díaz), uno dei principali responsabili della terribile esplosione. E quando una persona manca di serenità, le probabilità che possa commettere degli errori incrementano e difatti il dinamitardo, bloccato nel dubbio se restare fedele al padrone o semplicemente scappare, viene preso in custodia dalla polizia.

Javier e Steve si occupano del sicario principale di Pablo, che, dopo vari rifiuti, fornisce informazioni preziose, ma non determinanti per rintracciare il boss della droga. Le labbra del complice si muovono abbastanza per rintracciare faticosamente un altro compagno di sventura, sprofondato anch’egli nel panico sotto forma di un nervosismo omicida. Nonostante la strenua resistenza, anche Dandeny Muñoz Musquera, o meglio conosciuto come La Quica, finisce per essere arrestato ed interrogato dai protagonisti anti Escobar.

“Sono tutti amici finché non arriva il conto da pagare” – affermava Robert De Niro nei panni di Vincent (Ronin). I narcotrafficanti si vantavano di avere un codice che li obbligava a non tradire mai i propri alleati, ma la realtà è che quando la nave affonda, di solito soltanto il capitano rimane a badare ad essa affrontando qualunque tipo di sorte. La Quica canta e sembra finalmente arrivata l’ora di mettere le mani su un latitante sempre più indebolito dal cartello di Cali, che si è già mosso per prendere il controllo del traffico di cocaina con la stessa politica del mentore: o ti allei con la nostra associazione o perirai.

Narcos 2x08 - Scappa, patrón

La preoccupazione maggiore di Pablo è salvare la famiglia, però la risposta del governo è negativa così come quella dei vecchi amici che gli riservano un “regalo speciale” per una giornalista con cui aveva avuto una relazione sentimentale e politica. La rabbia prende il sopravvento anche se non offusca la ragione nel momento in cui una chiamata sospetta lo mette in allerta e rimanda una cattura che sembrava ormai cosa fatta. La resa dei conti con Pablo Escobar è soltanto rimandata, però il rammarico permane perché ancora una volta le forze dell’ordine sono andate molto vicine a chiudere un capitolo estenuante in costante lotta per impedire che venga scritta la parola fine. Di sicuro l’antagonista non andrà lontano pur avendo con sé del potere residuo da utilizzare per nascondersi dalla legge, che si è fatta il mazzo per prenderlo finendo sempre per arrivare tardi all’appuntamento.

In contrapposizione c’è il tema di un amore vero destinato a terminare per ragioni soprattutto per il futuro dei figli. Purtroppo il padre di famiglia ha recato al governo colombiano danni così gravi ed imperdonabili che la sua vita merita di essere strappata via per timore che sia considerato un martire o abbia in qualche modo in prigione il potere per mandare avanti l’organizzazione criminale. Una cosa certa è che non sarà semplice ucciderlo perché la storia ha parlato molto chiaramente e comunque l’opera di pulizia dalla feccia della Colombia sarà stata in parte effettuata dato che l’ipotesi di un cartello di Cali disposto a mollare l’osso è esclusivamente fantascienza pura.

Giovanni Calogero