Quando una situazione personale diventa così critica che i soliti posti abituali si sono trasformati in vere e proprie trappole per orsi, fuggire rappresenta l’unica modalità di sopravvivenza possibile ai fattori esterni. E la casa che un tempo era un fondamentale passaggio dall’infanzia all’età adulta per darle successivamente un arrivederci, spesso per problemi matrimoniali o legali è la meta migliore per staccare la spina ed avere un attimo di respiro.

Ecco dove Pablo ha scelto di nascondersi a tempo determinato, ma è trascorso un mese e man mano che il sole e la luna vanno avanti inesorabilmente, i pensieri li imitano a braccetto fino alla nascita di un progetto futuro. Il latitante, nonostante sia sempre più trasandato e solo, non ha perso le speranze di una ripresa del potere durante un positivo periodo di adattamento al passato col padre. La base del risorgimento accanto alla terra lavorata con fatica e sudore dal vecchio e forte genitore, però, è il problema principale che causa un conflitto insanabile.

Abel (Alfredo Castro) ha vissuto come incensurato guadagnando il pane onestamente, Pablo no, lo ha fatto col terrore e la violenza e la fuoriuscita di sangue suino è il chiaro messaggio di una separazione coatta anche se rimarrà l’affetto soprattutto per il legame indissolubili di sangue. Solamente Limon è rimasto al fianco del padrone e perde anche quei residui di dignità rimastogli a causa del denaro sporco donato precedentemente ad un’amica.

Mentre un boss è in procinto di cadere rovinosamente, nel cartello di Cali si incomincia a riorganizzare il traffico di droga con un leader per nulla nominato mediante una dimostrazione di grande forza, ma con i movimenti giusti e gli accordi che accontentino anche alleati per cui valga la pena farli entrare nella cerchia d’élite. La caccia alla fetta più grossa del mercato inevitabilmente provoca un attentato fortunatamente con pochi feriti e tanto spavento ed in base a mortificanti collaborazioni per eliminare Pablo, viene convocato dai narcotrafficanti pronti a diventare i numeri uno Javier, che tenta di sistemare il conflitto di interessi venendo però anticipato dai piani alti ed allontanato quasi sicuramente da un’indagine che aveva molto a cuore perché avrebbe voluto chiuderla con grande soddisfazione dopo i tanti smacchi subiti.

Narcos 2x09

Tata ed i figli di Pablo, intanto, vedono il loro incubo peggiorare quando il ministro De Greiff comunica loro il termine di scadenza della protezione contro i nemici del marito e padre di famiglia. Una notizia scioccante con conseguenze spiacevoli che possono essere evitate esclusivamente esortando il ricercato ad una resa totale. Fortunatamente per il futuro dei figli, una spia o un angelo, a seconda dei punti di vista, fa quello che ritiene sia giusto dando alla polizia un’informazione che finalmente permette di localizzare un leone ferito desideroso comunque di tornare nell’amata Medellín.

Il conto alla rovescia per Pablo Escobar è iniziato ad accorciarsi ulteriormente e la visita gradevole fintanto che non si son toccati punti essenziali di divergenza lo hanno fatto star bene e a tratti rimpiangere i momenti in cui era un innocente bambino desideroso di giocare, ridere e crescere gradualmente. Il destino, tuttavia, gli ha riservato una strada diversa che ha intrapreso caparbiamente e che spesso riserva una fine ingloriosa.

Eppure Pablo, malgrado lo sbaglio di mettersi in una posizione dittatoriale, è riuscito instancabilmente ad avere quel sentimento d’amore verso il sangue del proprio sangue e la moglie, che evidenzia quanto sia sbagliato etichettare come privo di cuore il cattivo di ogni storia anche se i crimini commessi sicuramente sono imperdonabili e necessitano di essere presi in seria considerazione dalla legge. Una legge che ha dovuto aggirare troppo frequentemente le regole per arrivare a dei risultati altrimenti Pablo avrebbe ancora fatto il bello e cattivo tempo e la nazione di certo avrebbe patito altri morti innocenti.

Giovanni Calogero