Dopo che Alex si è consegnata e dopo la rivelazione della possibile presenza di una seconda bomba (l’attentato alla Central Station è stato una prova generale) ci troviamo catapultati in una nuova puntata di Quantico.
New York: O’Connor sembra più convinto che mai della colpevolezza di Alex.

Quantico: Miranda, è convinta che la persona che l’ha colpita alle spalle sia il figlio, anche se, di fatto, non l’ha visto in volto. Comprensibile, anche se può sembrare folle: come può una madre accusare il figlio con tanta certezza? Semplice, perché in realtà questa sua convinzione deriva dalla paura che lui non sia cambiato e possa commettere nuovamente gli stessi errori. Ma bando alle ciance passiamo a Shelby e Caleb che si ammucchiano in una foresta mentre gli altri corrono e Simon che telefona al suo amico esperto di bombe.
Booth informa Alex del fatto che girano voci che Liam verrà sostituito e che non si presenta a lavoro da una settimana; Alex, allarmata, si allontana da lui con la scusa di dover ripassare una lezione e si dirige verso casa di O’Connor. Booth la segue.
O’Connor è nel pieno di postumi da sbornia ed Alex, con un drastico: “l’ho fatto molte volte per mio padre, per te lo farò una volta sola”, lo getta sotto la doccia.

Quantico 1x09 - Colpevole opinione

New York, O’Connor viene informato del fallimento della ricerca della seconda bomba. Dopo uno scambio di battute tra Caleb, Clayton e lo stesso O’Connor sul modo di interrogarla, ricompare Elias Harper (ve lo ricordate? Fissato con Simon e sbattuto fuori per aver fallito il test con la bomba a Quantico?) comunque, adesso è l’avvocato di Alex e sembra più determinato che mai a difendere Alex con le unghie e con i denti tappando la bocca a Clayton, Caleb gioisce.
Purtroppo non facciamo in tempo a sentirci sollevati per il ritorno di Elias che, alla centrale operativa, arriva Vernon James l’HIG (Unità interrogatori straordinari) che subentra all’FBI su ordine del presidente nell’interrogatorio ad Alex. Veniamo a sapere per bocca di Elias che l’unica cosa che HIG cerca è una confessione, tutto il resto non gli interessa, Alex, in pratica, è stata già condannata in via definitiva.
Caleb, nel frattempo, viene contattato dal medico legale dell’FBI in merito alla sua ricerca di un agente.
Quantico. In classe arriva un relatore d’eccezione: Ex agente speciale e patologo forense Susan Langdon esperta in omicidi seriali e scrittrice famosa.
La dottoressa assegna una prova: consultare i fascicoli delle vittime di alcuni serial killer e scoprire quale delle vittime mostrate non corrisponde al profilo. In pratica la dottoressa ha aggiunto una vittima che non è stata uccisa dal killer, pur potendo sembrare che lo sia.
Raina sembra esclusa dai giochi quando Caleb la invita ad entrare nel suo gruppo, ennesimo punto a favore di un bamboccio che prende sempre più forma e si fa voler bene, come personaggio intendo.

Quantico 1x09 recensione
Ma torniamo a New York. Caleb arriva dal medico legale e scopre che l’agente speciale Diane Goodwin è morta prima che eplodesse la bomba. Inoltre l’agente è senza cellulare pur avendo tutto il resto. Nel frattempo, Alex è stata portata via per essere interrogata, ma nessuno sa dove. La rivediamo poco dopo in un sotterraneo, legata ad una sedia, davanti ad un tizio di nome Griffin Wells, in pratica un ex Cia che assomiglia molto a Torquemada, ma con meno tatto.
Nel frattempo, O’Connor, Clayton e Elias e Caleb continuano a cercare di rintracciare Alex prima che venga torturata. Elias si offre di essere l’avvocato anche di Shelby e Simon, inoltre Caleb sostiene di aver trovato delle prove di una cospirazione, e di voler vedere dove porta. Inoltre vengono fatti a parte di tutte le scoperte (badge, Goodwin, H.I.G.) decidono di ripartire dal sistema DITU (il riconoscimento facciale).
Ma torniamo a Quantico e per la precisione in classe dove gli allievi si scambiano opinioni sulla falsa vittima; Vasquez ha una forte reazione quando vede una delle foto e si allontana per riprendersi; Simon, inoltre, ha un opinione discordante con il suo gruppo, la vittima che reputa falsa è la numero nove e non quella che sostengono gli altri la numero quattro. Alla fine la dottoressa offre da bere a tutti al bar. Simon, però, non è ancora convinto e chiede a Susan Langdon se ci fosse stata più di una finta vittima. Susan lo ferma con un complimento ed una lezione da profiler navigata.
Alex prova a telefonare a Liam, ma quando si avvicina Booth, si blocca. E’ evidente che non voglia farlo sapere, ma Booth vuota il sacco e l’accusa di non essere onesta con lui e se ne va stizzito.

New York, Caleb e Elias usano il sistema DITU per seguire Alex in tutti gli spostamenti da quando è uscita di casa, e si accorgono che ad un certo punto scompare. Hanno così bisogno di qualcuno che veda che cosa c’è in quel punto cieco. Serve qualcuno che possa uscire senza essere notato, la scelta cade sulle gemelle che accettano. Elias, che le vede per la prima volta insieme se la cava con un classico “vedo che sono successe molte cose dopo che sono stato cacciato”.
Alex, nel frattempo continua a cercare di convincere Wells dell’esistenza della seconda bomba e della sua innocenza, ma è come parlare al muro. Non c’è più sordo di chi non vuol sentire, dicevano i miei nonni. Wells, pensa di usare il punto debole di Alex che, in questo caso sono i suoi amici, la madre, e Booth.
Colpo di scena, l’hanno catturato.
Vasquez si accorge delle gemelle e del fatto che ne è rimasta solo una che si cambia di abito ogni quindici minuti e chiede chiarimenti a Shelby: prima la tenta con l’ipotesi di una riduzione della pena, poi la minaccia stile poliziotto di distretto, alla fine mostra di sentirsi in colpa per il fatto che abbiano sparato a Booth che, ricordiamocelo, in questa fase è pure il suo ragazzo, alla fine quasi piange. Vagamente bipolare? Un pochino. Comunque Shelby le dice che Alex lo ha messo in salvo e che salvando Alex potrebbe avere la certezza che Ryan stia bene.
Noi sappiamo benissimo che non è così perché, come dicevamo prima, Booth è appeso per i polsi da qualche parte. Booth è stato catturato appena atterrato assieme a quello dell’Incognita; come se non bastasse, la ferita è quasi in setticemia. Wells lo prende a pugni, dicendo che lo rilascerà solo se Alex gli dirà quello che vuole sentire. Una logica ferrea che ha dato già i suoi frutti in passato, a Salem per esempio.

Quantico 1x09
Comunque a Quantico, la classe dei Nat gioca a biliardo e si sbronza allegramente assieme alla Langdon che propone un gioco per sbronzarsi: partire da un killer e, in successione, dirne uno con più vittime del precedente. Chi sbaglia, beve. Ricorda tanto una versione “quantico” del cucuzzaro. In questa performance, Simon, si dimostra quasi alla pari delle conoscenze di Susan. Shleby, invece, riprova a marcare Vasquez per via della sua reazione, ma quest’ultima la blocca. Simon invece, ossessionato dalla prova fatta in classe, torna a marcare la Langdon. Lei cede, e di fronte ad un hamburger possono finalmente parlare apertamente del caso. Finalmente arriva Alex che ricomincia a flirtare con Booth e viceversa, ma il riappacificamento viene interrotto dall’ennesima telefonata di Liam, o meglio della barista del locale in cui Liam si trova. Alex accorre. Booth si arrabbia perché, e questo è vero, lui è l’uomo che ha cercato di rovinare entrambi; ma Alex ha un dichiarato transfert paterno e corre in suo aiuto.
Ma torniamo a New York dove Nimah, arrivata al punto cieco delle telecamere trova un furgone con dentro un fazzoletto imbevuto di cloroformio: è chiaro a questo punto che Alex è stata narcotizzata e rapita.
Vasquez, finalmente, cessando le sue riserve, collabora alla ricerca avendo l’intuizione di seguire il taxi che, poco dopo la socmparsa di Alex, appare nelle immagini: il taxi si ferma alla Grand Central nel punto dove è stata trovata Alex.
Le prove sembrano chiare e, Vasquez prosegue nella sua collaborazione assieme agli altri e poi, raccontano tutto quello che hanno scoperto ad O’Connor: Alex è stata drogata, portata all’Hyatt Hotel, che è vicino alla stazione; inoltre, il nome del passeggero del taxi è identico a quello usato per noleggiare il furgone: John Stine. All’interno della camera d’albergo, è stato anche trovato un borsone che probabilmente è stato usato per trasportare Alex. La piccola Alex d’ora in avanti. Vasquez si schiera apertamente sul fronte dei cospirazionisti facendo vacillare Liam. Inoltre, queste prove sono sufficienti e togliere Alex dalle mani dell’HIG.
Wells, nel frattempo, prosegue nel torturare Booth; arriva anche ad affondare le dita nella ferita alla faccia di ogni diritto umano mai scritto o pensato nella storia del mondo.
Alex, di rimando, grida nel veder soffrire Booth ma continua a proclamare la sua innocenza.

Quantico 1x09 opinione

Ma torniamo a Quantico: Liam è seduto ad alcolizzarsi nel bar di cui sopra con la speranza di incontrare la figlia che non gli parla da tempo; Alex gli fa notare che non è l’ideale essere visto sbronzo, ma lui non sembra voler ascoltare. Diciamo che i punti centrali sono due: primo, l’aver visto Miranda accoltellata dal figlio ha scombussolato Liam e, secondo, Liam non riesce a capire come mai Alex sia così gentile con lui dopo tutto quello che lui le ha fatto. Domanda legittima per la quale anche gli spettatori vorrebbero avere una risposta. Alex però, nuovamente materna, rimbalza la risposta e lo porta a casa.
Siamo di nuovo con Simon e Susan che adesso sono seduti al tavolo. La teoria di Simon è la seguente: non si tratta del Killer delle madri povere ma di un emulatore. Susan ricorda a Simon di essere stata la prima a raggiungere il luogo dell’omicidio. Simon insiste che qualcuno deve essere stato lì prima di lei per modificare la scena e renderla più simile al profilo del killer. Susan obietta. Simon, scherzando, l’accusa di essere stata lei a modificare la scena e Susan non la prende molto bene dimostrando che Simon, non volendo, ha fatto centro. Susan per vie traverse, lascia intendere di aver modificato la scena del crimine per incastrare un plutiomicida, ma minaccia anche di uccidere Simon sulla sedia su cui si trova e poi, puntandogli qualcosa alla schiena lo porta fuori.
Booth si accorge del comportamento sospetto e li segue fermandoli nel parcheggio e facendo desistere Susan e salvando la vita ad un Simon con gli occhi pallati e piuttosto incredulo di tutto l’accaduto.

New York, Booth è ancora sotto tortura ed Alex sta per cedere quando l’FBI fa irruzione e libera tutti e due dalle grinfie dei torturatori a norma di legge.
Finalmente vediamo un faccia a faccia tra Alex ed O’Connor in cui i due si chiariscono. O’Connor è ora convinto dell’innocenza di Alex, ma spiega anche che la fuga di Alex non era stata prevista dai cospiratori quindi, è necessario che Alex li illuda di poter completare il piano facendo quello che loro si aspettavano dall’inizio: farsi incolpare?
Noi, però, ci ritroviamo sbattuti a Quantico e vediamo Alex che va a trovare Miranda in ospedale e scopre, per voce di Liam, che Charlie non è responsabile del tentato omicidio di Miranda perché è stato trovata l’arma e le impronte che ci sono sopra non sono del figlio. La polizia, quindi, pensa ad un tentato rapimento.
Vasquez, finalmente, svela a Shelby il suo punto debole: Natalie ha una figlia di quattro anni e l’ex marito, avendo l’affido esclusivo, le impedisce di vederla perché lei ha deciso di entrare nell’FBI. Questo è il motivo della sua reazione di fronte alle foto del giorno prima, non per le scene di morte, ma per le immagini di quella vita assieme alla figlia che lei, ora, non può più vedere.
Caleb, intanto, riceve una telefonata dal padre che gli dice di aver scoperto che la presunta sorella di Shelby, potrebbe anche non esistere. Noi l’abbiamo vista in video-chat, ma ci sorge il dubbio che potrebbe anche essere tutta una montatura di qualcuno che, in realtà, sta raggirando Shelby.
La storia tra Booth e Alex finisce. A seguito di tutti questi ultimi attriti con Alex, infatti, Booth decide di tornare operativo e seguire i casi come agente riprendendo il distintivo.
Nei corridoi dell’accademia si discute sulla notizia, riportata dai giornali, che la condanna al Killer delle madri povere sia stata basata su prove false.
Simon, confessa di essere stato lui ad informare la stampa scatenando una reazione non proprio positiva nei compagni.
Nasce quindi un quesito morale interessante: è giusto modificare le prove per incastrare un criminale? Un killer di otto donne che, però, viene incastrato da un’omicidio che lui non ha commesso? E’ pragmatismo essere a favore della falsificazione? O è un abbassare gli standard della giustizia?
Simon, sconvolto dalla reazione dei compagni, telefona all’amico bombarolo e si fa dare le piante di tutte le stazioni ferroviarie di New York. Che sia lui il terrorista?

A New York, in conferenza stampa e davanti al giudice, Alex si dichiara colpevole dell’attentato alla Central Station di fronte a tutte le televisioni nazionali.
Speriamo arrivi presto mercoledì.
Edoardo Montanari
Punteggio Puntatona: 9