A tu per tu con Suburra

Vivo a Roma; città complicata, caotica, confusionaria e che a volte sembra un Far West. Ed il Far West è fatto di pistole, minacce e fuorilegge. Suburra La Serie, unifica le tre più grandi istituzioni a delinquere presenti in questa città: i fuorilegge nostrani, i rom, ed il Vaticano. No, scusate! La Chiesa non c’entra (per ora, e almeno come associazione a delinquere).

In questa prima puntata, scarna dal punto di vista della narrazione orizzontale, ma più che giustifcato dalla necessità di introdurre la storia, i protagonisti principali sono ben cinque: Aureliano Adami “Numero 8”, interpretato da Alessandro Borghi; convincente e avvezzo alla parte del figlio di uno dei boss di Ostia. Alberto Anacleti “Spadino”, interpretato da Giacomo Ferrara, e figlio della potente famiglia rom degli Anacleti, e Lele, interpretato da Eduardo Valdarnini, figlio di un poliziotto e, spiace dirlo, il meno convincente di tutti, Sara Monaschi, interpretata da Claudia Gerini, revisore dei conti Vaticani, e Monsignore Teodosio.

Estetica

La prima puntata di Suburra mette subito in chiaro le tematiche affrontate: sesso, corruzione, droga e potere sulla capitale d’Italia. Ma quello che ho trovato peculiare ed interessante, dal punto di vista artistico, è il titolo della sere che si forma dai sanpietrini della città rendendo (almeno dal punto di vista grafico) tutto molto Romano.

La fotografia è curata come la regia che asseconda pienamente tutta la vicenda ed i personaggi. Dal punto di vista visivo, quindi, ci troviamo di fronte ad un prodotto decisamente valido e curato. Anche se, in alcuni momenti, la recitazione sembra tirata via per necessità di produzione. Una prima puntata che ha del truculento (come nella reazione di Numero 8) e di rozzo, volgare, sporco, come la nostra Capitale è ed appare.

Punteggio Puntatona: 8. Un Ottimo inizio.