La morte di Petra per mano di un misterioso assassino è l’occasione per Wilkin di disseppellire la spada che utilizzava in tempi di guerra e scendere sul sentiero della vendetta ottenuta, però, con un prezzo alto che per poco non gli costa la vita.

L’aiuto della strega Annora (Katey Sagal) permette a Wilkin di avere uno scopo futuro su cui lavorare strenuamente e dimenticare la tremenda perdita avuta di recente.

Marchiato con un simbolo religioso molto diffuso in quell’epoca, Wilkin parte a testa bassa verso l’obiettivo che gli è stato prefissato compiendo azioni non degne di un cavaliere, ma che a quanto pare sono necessarie per raggiungere un traguardo che per ora è del tutto oscuro e rimaniamo in mano solamente con a malapena delle parziali ipotesi.

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Questi due pilot non sono stati un buon punto di partenza. L’enfatizzata violenza, le immagini in bianco e nero costantemente proposte per evidenziare un momento clou su cui riflettere, la continua volontà di rimarcare la dicotomia tra il bene ed il male son tutti temi visti e rivisti che non hanno aggiunto novità da tenere conto qualitativamente. Fortunatamente, dopo quasi un’ora di poco o niente, l’introduzione di una figura sempre discussa nelle credenze popolari sia antiche che moderne ha dato quella piccola scossa che serviva per non far cadere le puntate nell’assoluta mediocrità. Abbiamo una donna con poteri misteriosi che affida a Wilkin una missione che gli cambierà probabilmente il destino e quello del regno inglese.

Il timore principale che The bastard executioner sia sulla falsa riga della serie Spartacus, colpevole di aver dato una priorità schiacciante agli spettacolari combattimenti piuttosto che alla storia, è la prima sensazione che percepiamo e ci auguriamo che sia soltanto un pessimismo fuori luogo.

Il terzo episodio è già l’ultima spiaggia anche in termini di ascolti, che non sono stati disastrosi, ma neanche eccellenti come ci si aspettava. Quindi dentro o fuori fin da subito e solamente la speranza di un Wilkin motivato a mille potrà far dimenticare un inizio chiaramente sottotono.

Giovanni Calogero