Il destino scelto per Wilkin dalla strega Annora lo obbliga ad allenarsi per rendere credibile il mestiere del boia. Dall’altra parte, invece, l’ex cavaliere cerca di ricavare più informazioni possibili sui responsabili della strage in cui ha perso la vita anche la fidanzata Petra. E’ una missione complicata che richiede pazienza e sangue freddo perché basta un minimo errore e tutto il lavoro ottenuto per giorni, mesi o anni può saltare con il rischio di fare una brutta fine.
Ad aiutare involontariamente Wilkin a recitare la parte dell’esecutore, è la vedova del vero decapitatore, morto nello scontro tra ribelli e soldati del defunto barone inglese Erik Ventris. La donna, abituata a subire le angherie dell’ex marito, non è che ha preso positivamente la notizia della sua scomparsa, semplicemente non l’ha accettata e la psiche fragile l’ha convinta che Wilkin sia il suo tanto amato e tirannico uomo.

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The Bastard Executioner Effigy / Ddelw

La cattura di una ragazzina appartenente ai dissidenti è la prima dura prova che Wilkin è chiamato ad affrontare. Anche se stavolta il compito è meno duro del previsto, la tortura verso un’adolescente è moralmente più complicata da mettere in pratica, ma Wilkin è costretto a sporcarsi le mani se vuole ottenere giustizia sotto forma di vendetta.
A mettere una pezza ci pensa Lowry, legittima successore al titolo di baronessa. I metodi di Lowry sono diametralmente opposti a quelli di Erik e sono accettati a malincuore dal ciambellano Milus.
E’ un interrogatorio pacifico e cordiale e sebbene non vada a buon fine, ci permette di scoprire un acuto senso dell’osservazione di un brillante detective da parte di Lowry. Gli indizi ricavati portano tutti in un luogo noto a Milus, pieno di possibili cospiratori. La pericolosità del posto non spaventa la donna, che insiste nell’affrontare apertamente i principali sospettati degli attacchi.
Il contributo di Wilkin è determinante per saperne di più sulla faccenda, ma diventa un problema non appena egli sente il nome del capo, un alleato prezioso contro la tirannia che da sempre regna su Ventrishire. L’incidente successivo, poi, lo obbliga a limitare i danni senza però evitare alcuni spargimenti di sangue.

L’unico distacco concessogli dalle fatiche quotidiane è una confessione nella casa di Dio interrotta da altre terrificanti visioni che lo stimolano a continuare la propria battaglia anche se dovesse fare cose di cui non andare fieri.

The Bastard Executioner Effigy Ddelw

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Le grana da affrontare è la volontà di Lowry di punire in qualche modo la ragazza. Una volontà frutto non dell’intenzione di far vedere che fine fanno coloro che si oppongono al re, bensì di evitare che la clemenza verso i più deboli arrivi alle voci dei palazzi alti rischiando di rimuovere la baronessa dall’incarico.
Per finire la giornata in “bellezza”, Wilkin deve guardarsi le spalle anche da Milus, il cattivo per eccellenza che aspira ad ottenere il potere ed è in grado di distinguere una bugia da una delicata verità.

Un cadavere mutilato che ci viene proposto al pari di una scena della serie CSI, è l’occasione per ammirare le doti di Annora e del compagno dall’aspetto di un paziente del videogioco Outlast, che sembra assumere i panni delle Moire, ovvero delle dee appartenenti alla mitologia greca che hanno la funzione di tessere il filo del fato di ogni persona, svolgerlo ed infine reciderlo segnandone la morte.
Il finale della terza puntata non è differente dal secondo dal punto di vista della violenza, ma meno crudele di quell’epoca e meno doloroso grazie ad Annora, disposta a collaborare purché il predestinato raggiunga l’obiettivo.

Dei passi in avanti sono stati fatti dopo un esordio impalpabile. Questo terzo episodio ha aumentato senza dubbio l’interesse verso il personaggio principale per la scomoda situazione occupata. Non abbiamo, però, quel coinvolgimento morboso che specialmente all’inizio molte serie riescono a trasmetterci e forse The bastard executioner ha bisogno di tempo come una squadra di calcio costruita in fretta e furia che ha bisogno di ingranare prima di soddisfare le aspettative dei tifosi.
Il genere medioevale purtroppo non è di supporto per Kurt Sutter perché i telespettatori sono stati abituati a vedere prodotti di grande qualità e quantità che hanno ottenuto un successo di enormi proporzioni.
E’ ancora presto per formulare un giudizio definitivo e le possibilità per migliorare ci sono tutte, ma la pressione è il vero ed ostico ostacolo che può intralciare un cammino bisognoso di una benefica scossa.

Giovanni Calogero