L’ennesima visione di Wilkin con protagonista sempre la defunta compagna di vita Petra, è messa da parte per spiegare la comparsa random di cadaveri mutilati durante questi primi quattro episodi. La Chiesa, per conto del re, segue una pista religiosa che potrebbe garantire prestigio ed enormi vantaggi economici. Il problema è che nessuna delle persone interrogate ha avuto il desiderio di aprire bocca. Lo strumento della tortura non basta a cavare un ragno dal buco perché a quanto pare la posta in palio è troppo alta per mandare tutto all’aria.

Sulla base di queste scoperte, cominciamo a distinguere più chiaramente il ruolo della strega Annora e soprattutto del tizio sfigurato che sembra sia riuscito a fuggire dagli aguzzini pagando esteticamente un prezzo salato.

La brutalità con cui gli uomini di Dio cercano di ottenere risposte la dice lunga su quanto la ricerca del potere assoluto abbia lasciato dietro di sé una scia di sangue interminabile ed ancora oggi in diversi paesi lo possiamo constatare amaramente.

All’interno delle mura del castello, inoltre, il ciambellano Milus cospira contro la baronessa Lowry, assente per questioni politiche, proponendo un’alleanza col barone Edwin Pryce (Richard Brake) per prendere il controllo delle redini. E’ un’ambizione che, ai nostri tempi, sa tanto di colpo di Stato, ma la determinazione di Milus è grande ed è evidente come egli non faccia salti di gioia su come Lowry stia gestendo l’eredità del marito.

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The Bastard Executioner A Hunger / Newyn

Wilkin, invece, deve fare attenzione a non farsi riconoscere dagli uomini di Pryce che, in passato, hanno avuto a che fare col vero esecutore, morto in battaglia nel pilot. A nulla servono le rassicurazioni di Milus e il tanto temuto imprevisto costringe Wilkin a mettere a tacere definitivamente l’uomo che l’ha riconosciuto. La sofferenza sul volto dell’ex cavaliere e l’impassibilità di Milus sono la differenza netta tra bene e male. Purtroppo una menzogna per raggiungere la strada della vendetta necessita di azioni di cui non andare fieri ed il successivo carico da novanta messo dal ciambellano mette Wilkin nella condizione di prigioniero senza catene, una situazione peggiore di chiunque altra perché ha come scopo logorare i nervi.

Come se non bastasse, Wilkin deve fare i conti con una “moglie” completamente abituata alle violenze da considerarle alla pari di lavarsi le mani prima di consumare i pasti. A farne le spese è il figlio che il boia apprendista ha preso sotto la sua ala protettiva cercando quindi, almeno con un bambino, di fare qualcosa di buono che gli faccia ricordare chi sia veramente.

Le questioni politiche di Lowry, accennate prima, riguardano la visita a sua maestà Edoardo II (Jack Greenlees). Dopo un’attesa interminabile, la baronessa si rende subito conto di avere di fronte un ragazzino senza alcun interesse verso il futuro del regno, ma più impegnato a godersi la gioventù in compagnia degli amici.

The Bastard Executioner A Hunger Newyn

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La vera autorità, in quel covo di giovani baldanzosi, è Sir Piers Gaveston (Tom Forbes), una persona viscida dall’educazione impeccabile, che però nasconde la volontà di farsi obbedire ciecamente senza alcuna obiezione. Nonostante le minacce di prendere il controllo del territorio di Lowry, Piers sostituisce il costante finto sorriso dalla bocca con una preoccupazione per le parole udite dalla baronessa che non ammettono repliche seppur la verità è un’altra.

Il carattere ostinato della donna è il motivo per cui avrà molti nemici anche se le intenzioni sono assolutamente pacifiche e rappresenta il disperato tentativo di cambiamento che non conviene soprattutto a coloro che vivono alle spalle della povera gente.

La storia si sta delineando e stanno emergendo tutti gli elementi in un ritmo blando che non contribuisce ad aumentare la suspense. Non si può negare, però, che, rispetto ai primi due episodi, ci siano stati miglioramenti significativi, uno tra tutti la scelta di non enfatizzare la violenza per sottolineare quanto quell’epoca fosse dura e triste dato che oramai in tv ne abbiamo viste di cotte e di crude da abituarci a tutto.

The bastard executioner fino ad ora non ha entusiasmato, ma le varie trame orizzontali che si stanno sviluppando possono alzare il metro di giudizio e darci la speranza che forse abbiamo avuto soltanto un assaggio di quello che ci aspetta.

Giovanni Calogero