La cattura degli alleati di Wilkin è un’altra buona occasione per il ciambellano Milus di stringere un accordo con l’ex cavaliere: la distruzione dei cimeli religiosi tanto amati da sua Maestà in cambio della grazia. E’ un patto che annulla la precedente alleanza di Milus col barone Pryce identificandolo quindi anche come un abile doppiogiochista, pronto a cambiare le carte in tavola se serve a mantenere intatto il regno di Ventrishire dalle mani dei francesi.

Toran Prichard (Sam Spruell), il socio di Wilkin, rifiuta categoricamente di portare a termine un compito troppo rischioso, mentre invece il protagonista, a malincuore, accetta di compiere a termine un’impresa che logorerà ancora di più un’anima ormai travagliata e che non accetta più di possedere.

La brutale missione è compiuta e la rabbia di Wilkin si concentra finalmente sul ciambellano che dimostra di non essere il tipico politico bravo solamente a dare aria ai denti, ma persino un abile combattente che non si tira indietro ed apprezza qualsiasi tipo di competizione.

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“Tutti condividiamo il dovere di proteggere la contea” – è la giustificazione di Milus dopo la zuffa e la dice lunga su quanto a quei tempi c’era un apparente rispetto tra Francia e Galles. Dietro le quinte, invece, c’era l’intenzione comune di regnare su un’unica bandiera.

Se mettiamo da parte i modi in cui Milus conduce la politica nazionalista e riflettiamo sulle parole precedentemente uscitegli dalla bocca, ci rendiamo conto di quanto egli alla fine non sia il mostro che immaginiamo, bensì una persona intenzionata a proteggere la patria dall’invasore nemico anche a costo di dover spargere sangue innocente.

L’arrivo di Sir Piers Gaveston al castello non è una coincidenza perché dipende esclusivamente dall’erede atteso dalla baronessa che gli impedirebbe di mettere le mani sul regno gallese.

Ovviamente Piers non crede assolutamente a Lowry e la persuade a ritirare quanto detto concedendogli l’opportunità di non venire punita per aver mentito alla corte. La donna rifiuta categoricamente la proposta e, come Wilkin, soffre la situazione che sta vivendo e non riesce a trovare una via di uscita che possa sbrogliare l’intricatissima matassa.

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Tra una menzogna da continuare a portare avanti e il desiderio di sfuggire da un ruolo ormai impossibile da sopportare, le strade di Lowry e Wilkin si incrociano ancora una volta in un luogo con cui stare immersi nei tormentati pensieri che la vita purtroppo spesso offre.

Il dialogo tra i due contribuisce ad aiutarsi l’uno con l’altro ed accrescere la stima reciproca. Abbiamo, infatti, due figure di opposti ranghi intrappolate in una dimensione che non gli compete ed il destino non smette di accanirsi su di loro. Eppure entrambi si sono incontrati in uno dei periodi più neri e soltanto la differente condizione sociale gli impedisce di essere più che stimati colleghi.

Seppur con l’inganno, il particolare test di gravidanza viene superato da Lowry ed i prigionieri lasciano l’orrendo buco facendo tirare un sospiro di sollievo a Wilkin.

Piers, quindi, dopo aver umiliato Milus che provava a tastargli il polso, si ritrova con un paio di mosche in mano e tanta rabbia che non è in grado di trattenere perché era convinto di avere il coltello dalla parte del manico.

La risoluzione dei problemi ha come conseguenza un abbraccio molto significativo che rappresenta il massimo gesto d’amore possibile che Lowry e Wilkin possono permettersi, ma è un atto che non passa inosservato e getta futuri pericoli.

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Sembra che per adesso il regno di Ventrishire non debba conoscere ancora un nuovo proprietario straniero grazie al contributo di un elemento molto disprezzato in quel periodo e di cui la Chiesa, soprattutto, ne ha fatto il capro espiatorio preferito.

Prosegue il ritmo lento della serie per ragioni comprensibilmente politiche che richiedono spesso un tempo incalcolabile. L’ampia sufficienza in ogni puntata, però, la stiamo raggiungendo per la capacità degli attori principali di suscitare curiosità e per una storia d’amore che si sta delineando a piccoli passi senza quella velocità che ci trasmetterebbe solamente il tipico racconto per adolescenti privi di esperienze sentimentali.

Delle ombre, come ogni possibile relazione segreta futura, incombono e l’azione probabilmente prenderà il sopravvento. Passarne tante, in questo caso, per chiunque rappresenta l’unico pregio perché si possono adottare così delle opportune contromisure.
Giovanni Calogero