La distruzione dei cimeli religiosi con conseguente morte della moglie del barone Pryce diventa, per il ciambellano Milus, materiale accusatorio verso uno dei tanti ribelli fedeli al Lupo. Abbiamo quindi un altro condannato a morte scelto a caso per garantire la credibilità della giustizia a Ventrishire.
E’ una sentenza che sa di doppia beffa per Wilkin essendo stato lui l’autore dell’efferato omicidio sebbene non avesse alcuna possibilità di opporsi perché costantemente ricattato dal nemico principale.
La baronessa tenta di capire quanto di vero ci fosse nelle accuse rivolte ad un uomo impaurito per la propria sorte, ma disposto ad ammettere le proprie colpe. Ovviamente le brillanti doti investigative la portano a pensare che il malcapitato non abbia niente a che fare con il crimine commesso e Wilkin, per evitare altre punizioni esemplari, è obbligato a difendere la tesi dell’odiato rivale.

The Bastard Executioner 1x07 recensione

Anche stavolta per Lowry e Wilkin i guai non tardano arrivare.
Una battuta di caccia lascia sul campo di battaglia una perdita grave e Toran e Wilkin non possono provare la loro innocenza avendo come movente l’obiettivo ancora incompleto della vendetta. Difatti una distrazione troppo scontata, ma efficace, consente a Milus di infliggere una pena salata a Wilkin ed apprendere un passato del cattivo molto triste e terribile. Le violenze subite non gli hanno fatto bene alla psiche e per proteggere se stesso dagli oscuri ricordi dell’infanzia, si concentra a fare del male soprattutto ai più indifesi cercando di affermare la propria egemonia sulla contea del defunto barone Ventris.
Lowry, invece, è costretta a declinare una proposta di matrimonio che riconcilierebbe due dinastie da diverso tempo in lotta fra loro per la spartizione del territorio e dei conseguenti beni, ma soprattutto consentirebbe di allentare la morsa francese, assolutamente intenzionata a scacciare i gallesi senza spargimenti di sangue.

Come spesso è avvenuto in questi primi sette episodi, l’ultimo quarto d’ora è quello di maggior rilievo ed abbiamo Wilkin ormai stanco di vivere nella menzogna per una perdita che gli ha procurato solamente un dolore che non smette mai di tormentarlo.

The Bastard Executioner Behold the Lamb / Gweled yr Oen

In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì… per far sì che almeno gli altri vivano decentemente?” – disse Bart (Ken il guerriero) al cacciatore di taglie Ain per fargli capire quanto sia importante cercare di cambiare insieme un pianeta praticamente privo di civiltà e non adattarsi al degrado per paura o per abitudine.

Wilkin, allora, decide di sacrificare se stesso per proteggere coloro che ancora non sono morti per causa sua e lo fa con una tempra invidiabile più la consapevolezza di andarsene compiendo un’ultima buona azione.
L’ultimo saluto alle persone più care, però, stona col precedente dialogo dal sapore prettamente amoroso, eppure fortunatamente la scena non si conclude nel peggiore dei modi se seguiamo l’andamento emotivo dell’ex cavaliere.
La decisione è presa e soltanto l’intervento di Lowry pone fine al piano di Wilkin trasformandosi in un’alleanza prevedibile, però costruita su basi solide grazie ad una sofferenza comune che li stimola ad andare comunque avanti nell’attesa di trovare insieme la soluzione a tutto il male subito.
La recita prosegue così come l’ennesima vittima innocente, ma con maggiori speranze soprattutto per amicizie insospettabili di Lowry che potrebbero aprire la strada a nuovi interessanti scenari.

La suspence aumenta senza strafare persuadendo però i telespettatori a verificare se i nostri due amanti se la caveranno contro la tirannia di Milus e del re di Francia. Le premesse son buone e fanno ben sperare per il finale di stagione e non è detto che questo cerchio maledettamente complicato si chiuderà.
Giovanni Calogero