Onorando la promessa del 50% di contenuti originali, sarà sulla piattaforma Netlix il prossimo 31 marzo l’intera serie (13 episodi) di 13 Reasons Why, di cui è stato diffuso online un breve teaser all’inizio dell’anno.

Adattato per il monitor a partire dall’omonimo romanzo scritto nel 2007 da Jay Asher, la direzione dei primi due episodi è orgogliosamente firmata da Tom McCarthy, regista insignito nel 2016 del Premio Oscar per Il Caso Spotlight.

Non sarà dunque un caso che i primi due episodi possano essere considerati come un’opera in sé realizzata col paradosso di una chiusa che di concludente ha ben poco.

Il contributo di McCarthy crea una vera e propria protasi ad un romanzo che di epico ha ben poco: abbiamo l’esposizione della materia trattata (nulla di divino ma molto di umano, troppo umano), i protagonisti (un adolescente impacciato e lievemente sociopatico e una ragazza suicida), il luogo (un delirante liceo americano come molti).

Nei panni del protagonista, Clay, troviamo Dylan Minnette – noto al pubblico del piccolo schermo per contributi in serie come Lost, Grey’s Anatomy, Lie To Me, Awake –, un diciassettenne soffocato da una madre padrona cui fa da contraltare un padre che raramente conversa con altri che non sia il tablet. Da poco ripresosi da un periodo di psicofarmaci, il ragazzo è in procinto di iniziare una nuova vita quando un macabro evento inatteso, il suicidio di una compagna di scuola, turberà la sua novella tranquillità. Oltre allo shock emotivo Clay si trova a dover fare i conti con un inaspettato coinvolgimento in prima persona con le ragioni che hanno spinto Hannah Baker (fantastica l’esordiente Katherine Langford) ad un’ultima affermazione di suprema volontà.

Ma non tutto il male vien per nuocere, Clay avrà finalmente l’opportunità di essere scosso dal quieto vivere che una malvenuta inerzia aveva reso grigio e tetro, emancipandosi così da un contesto amicale e famigliare da cui non trae grandi soddisfazioni.

Recapitatagli per posta una strana scatolina, al suo interno il protagonista troverà 13 cassettine incise dall’amica, una macabra caccia al tesoro per scoprire il mistero che si nasconde dietro la morte della bella compagna. Quale inaspettato Sharlock Holmes, il giovane si trova invischiato come mai prima in quel gioco al massacro che è la vita da adolescenti fra amori (o supposti tali), amicizie, invidie ma, soprattutto, solitudini.

La ricerca di Clay è insaporita del lontanissimo retrogusto della ricerca per la verità della squadra giornalistica Spotlight, nonostante il rischio di cadere nella Telenovela e nel Beautiful mononucleotico abbia ora la meglio.
Nato da un progetto che voleva la cantautrice Selena Gomez nei panni della protagonista (e qui le cose iniziano a farsi chiare), si è finiti per trovarla al posto della produzione esecutiva, rendendo così ragione di un’atmosfera che poco ha a che vedere col cinema, mentre molto condivide con le bassezze e le mediocrità delle dinamiche adolescenziali – anche quando è il cinema stesso a restare ancorato ad un’eterna primavera.
Erica Belluzzi

3 Risposte

  1. Tizio

    Ma il fatto che , paroloni a parte, l’articolo sia la sinossi di quanto visto nel trailer? Che razza di recensione sarebbe?

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    • Marco Visco

      Non ė la sinossi ma una recensione senza spoiler dei primi episodi (e non dal trailer o dell’intera stagione) con un piccolo focus sulla regia di McCarthy.
      Tu hai già visto gli episodi? Quale ė la tua opinione sulla serie?

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